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Santuario d'Anglona


SANTUARIO DI ANGLONA

Il Santuario Santa Maria di Anglona, monumento nazionale dal 1931, è il luogo di culto più significativo della Diocesi di Tursi-Lagonegro.
E’ stato elevato a Pontificia Basilica Minore dal Santo Padre Giovanni Paolo II, il 17 maggio 1999 a ricordo del Sinodo dei Vescovi.
Il monumento è situato su un colle a 263 metri sul livello mare, da cui dista 13 km.
Nel 1400, ai tempi della Regina Giovanna I, una centuria facinorosa di soldati la incendiò distruggendola completamente e risparmiò soltanto la Cattedrale.
L’attuale struttura della Cattedrale di Anglona, viene datata tra il sec. XI ed il sec. XII e costituisce l’ampliamento di una prima chiesetta, risalente al VII-VIII sec., che corrisponde all’odierna cappella oratorio.
La costruzione, in tufo e travertino, presenta elementi architettonici di notevole importanza. L’esterno absidale è la parte più cromatica e più bella di tutto il monumento, si ammirano ornamenti ad intagli, lesene, archetti pensili, mensole ed un finestrone centrale adornato di colonnine. Sulle pareti esterne numerose formelle con figure di animali a rilievo di ignota provenienza creano un bell’effetto cromatico. Anche il tetto a più falde e l’armonia dei volumi, conferiscono al complesso un aspetto piacevole e imponente.
Il prospetto è arricchito da un nartece a profondo varco in mattoni e tufi, costituito da volta a crociera sorretta da costoloni diagonali e impostata su pilastri.
Sul frontale del portale si trovano formelle di tufo calcareo con bassorilievi che raffigurano l’agnello, i simboli dei quattro evangelisti ed altre figure simboliche.
Sulla sinistra della facciata spicca il campanile di stile romanico, quadrangolare, poco slanciato, con quattro bifore a doppie colonnine.
La chiesa è a croce latina con navata centrale e navatelle più basse, spartite da un doppio ordine di cinque arcate con pilastri ove si impostano archi a tutto sesto sul lato destro, ed archi ogivali sul lato sinistro. L’anomalia delle arcate è dovuta quasi certamente al crollo del lato sinistro della chiesa.
In origine la chiesa era ricca di pregevoli affreschi del XIV secolo raffiguranti storie del vecchio e nuovo testamento e figure di Santi.
I recenti restauri hanno fatto rinvenire colore e splendore agli affreschi non ancora perduti. La parete sinistra, rifatta probabilmente a seguito di un crollo, è invece nuda ma doveva raffigurare scene del nuovo testamento.
Sulla parete destra della navata centrale sono ancora ben visibili scene del vecchio testamento. Si possono ammirare il martirio di S. Simone, la Torre di Babele, la creazione con Adamo ed Eva, l’uccisione di Abele ed altre scene bibliche.
La chiesa è consacrata alla Vergine Maria Santissima la cui festa ricorre il giorno 8 settembre.

(a cura di Nicola Crispino)

IMMAGINI
AFFRESCHI

FESTA DELLA MADONNA DI ANGLONA

La festa della Madonna di Anglona si svolge l’8 Settembre.
Dal Nigro apprendiamo che la festa di Anglona è iniziata con la costruzione del tempio, dedicato alla Vergine e si è svolta sempre l’8 Settembre, giorno in cui si ricorda la nascita della Vergine. Lungo i secoli la festa ha avuto una sola interruzione dal 1806 al 1808, sotto la dominazione francese. Durante questi anni il tempio divenne rifugio di pastori e greggi. Successivamente i tursitani più zelanti ripulirono il tempio, riportandolo all'antico splendore. Questa devozione fu premiata. La Vergine fece cadere abbondante pioggia sui terreni, arsi da una lunga siccità, provocò la morte di locuste e bruchi, che provocavano enormi danni alle colture.
L’8 settembre è una data molto importante per i fedeli di Tursi e dei paesi di tutta la diocesi. Nel Santuario, fin dal mattino presto, si celebrano continue messe. In ultimo vi è la Messa Solenne celebrata dal Vescovo.
Alcuni fedeli usano portare dei doni alla Madonna. Fino a qualche decennio fa era in uso addobbare un vitello e offrirlo alla Madonna. L’animale veniva stimato da esperti e il prezzo, da essi stabilito, era offerto alla Vergine dal proprietario e appuntato sul manto della Madonna. Un‘altra usanza era quella di "fittarsi" la statua della Madonna, cioè di vincere all'asta il diritto di portare in spalla la statua durante la processione. A volte si allestiscono imitazioni della statua con ceri, con candele e fiori.
In passato i tursitani andavano a piedi ad Anglona a prendere la statua della Madonna e la portavano a Tursi dove restava nella chiesa Cattedrale dall'ultima domenica di aprile all'ultima domenica di agosto. Le autorità ecclesiastiche, ultimati i lavori di restauro del Santuario, hanno ritenuto opportuno che la statua della Madonna rimanesse nel periodo estivo nel Santuario di Anglona, soprattutto per offrire ai fedeli, che visitano numerosi la Chiesa in questo periodo, la possibilità di onorare la Vergine.
Le due domeniche in cui avviene il trasferimento della statua da Anglona a Tursi e viceversa, è grande festa per i fedeli di Tursi che accompagnano numerosi in processione la Vergine; il periodo in cui la Madonna resta a Tursi va dalla prima domenica dopo Pasqua alla prima domenica di maggio. Fino all’aprile del 1966 la statua veniva portata a spalla dai fedeli nel suo viaggio. Da questa data il trasferimento avviene a mezzo di un autocarro adeguatamente addobbato. Numerosi fedeli ancora si recano, in quei giorni, a piedi in pellegrinaggio al Santuario.
Tra le feste più grandiose celebrate in onore della Madonna di Anglona ricordiamo quella del maggio 1901, sotto l’episcopato di monsignore Carmelo Puja, quando la Madonna fu solennemente incoronata ed in suo onore si tenne un sinodo diocesano con la presenza di molti Vescovi e Autorità civili e militare.
Nel marzo 1946 la Madonna venne proclamata "Patrona Massima di Tursi e della Diocesi", con una "breve" del Pontefice Pio XII, sotto l’amministrazione apostolica dell’arcivescovo di Taranto, monsignor Federico Bernardo.
Nel 1951, a ricordo del cinquantenario dello incoronazione della Vergine del 1901, il Vescovo Pasquale Quaremba, indisse un Congresso Eucaristico Mariano preceduto dalla "Peregrinatio" della statua per tutti i paesi della diocesi.
Nel 1983 il Vescovo Gerardo Pierro, in ricorrenza dell’Anno Santo, a conclusione di un’altra "Peregrinatio" per tutti i paesi della Diocesi, nella piazza di Tursi, gremita di fedeli, celebrò una Solenne Messa insieme al Cardinale di Napoli, Corrado Ursi. Per questa manifestazione, ancora una volta sono state molte le presenze di autorità religiose, civili e militari.
In ricordo degli avvenimenti del 1951 e 1983 i rispettivi Vescovi hanno provveduto a posare due lapidi in marmo, una nella Cattedrale di Tursi, l’altra nel Santuario di Anglona.