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Precisazione in merito ad alcuni articoli sulla “Tarsu” apparsi il 23.06.2005

Comunicato stampa
(26-6-2005)


Alcuni organi di stampa hanno pubblicato in data 23 giugno una articolo relativo alla vicenda della “tarsu”, che tanto sta appassionando i tursitani e giustamente.
Il sindaco Salvatore Caputo, ricevute le adeguate informazioni dal proprio Funzionario d’Imposta, rag. Vincenzo D’Acunzo, precisa quanto segue.
“La verità è riferita in modo artefatto e tale da apparire diversa e contraria rispetto a quella scritta nella ufficialità degli atti e dei fatti.
Nel testo si dice che: “la TARSU non è da pagare. Lo ha deciso la Commissione Tributaria di Matera”, dando, inoltre, per accolte le motivazioni riportate nel ricorso, elencandole.
Al contrario, è avvenuto che la Commissione Tributaria, non entrando nel merito delle motivazioni, ha solo disposto, in tre righe, letteralmente tre, “la sussistenza dei requisiti per l’accoglimento della sospensiva” (ovvero la sospensione temporanea del pagamento in attesa del giudizio che verrà).
E’ bene, inoltre, chiarire che in questa fase non era in discussione se “la TARSU era da pagare o meno a Tursi”, ma se, in funzione di specifiche condizioni individuali, fosse opportuno sospendere il pagamento in attesa del giudizio.
Una delle due condizioni specifiche era la situazione individuale dei due ricorrenti (Modarelli – Di Gregorio), che nulla ha a che spartire con le motivazioni indicate nell’articolo.
L’altra condizione, legata solo in parte ai motivi, è stata dichiarata dalla Commissione “suscettibile di favorevole considerazione”, con riserva di approfondimento in sede di giudizio, fase in cui si entrerà nel merito del problema e il risultato, ovviamente, potrà essere sovvertito tranquillamente”.
Il sindaco Caputo, dunque, ritiene opportuno questa precisazione tecnica, ufficiale e veritiera, oltre che coerente con la campagna di sensibilizzazione sulla piena legittimità delle decisioni assunte e deliberate, anche al fine di evitare che il diffondersi di notizie errate, false e tendenziose, possa creare disorientamento nei cittadini onesti che hanno pagato l’imposta”.
S.V.