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Invitati assenti alla presentazione del bimestrale TURSITANI

Comunicato stampa
(2-11-2005)


“Si pone in tutta la sua evidenza e gravità un problema reale di deficit di democrazia e correttezza politico-istituzionale, anche di seria deontologia professionale, oltre che di complessivo stile e di educazione in Basilicata, relativamente ad alcuni personaggi di spicco, dopo quanto è accaduto a Tursi la sera del 29 ottobre scorso”. Lo sostiene il sindaco Salvatore Caputo, che lancia accuse pesanti e documentabili, sulla mancata partecipazione degli ospiti alla debacle della presentazione del bimestrale locale TURSITANI. “Tutti sono stati regolarmente invitati e sollecitati, alcuni dei quali avevano confermato perfino la partecipazione alla successiva cena, offerta a tutti gli ospiti e ai collaboratori del giornale diretto da Salvatore Verde ed edito dall’Amministrazione comunale”. Il Sindaco Caputo, inoltre, stigmatizza “la sceneggiata assenteista, causata delle improvvise malattie, degli altri impegni assunti e degli imprevisti, sempre possibili ma assai poco probabili nel caso specifico. Che ha scontato un passa parola politicamente contagioso più della temibile aviaria in arrivo, forse solo per non riconoscere pubblicamene la bontà della nostra iniziativa, come sostengono con furore e pregiudizio gli sparuti oppositori di Tursi, che hanno paventato ritorsioni verso i loro riferimenti politici altolocati qualora questi fossero intervenuti alla serata”.
Davvero sconcertante il silenzio e la latitanza degli inivitati. Unico superstite, della “casuale” falcidia, Antonio Di Sanza, consigliere regionale del Movimento per l’Autonomia, che si è fatto carico di sostenere un’istanza emersa. Quella di proporre la modifica alla specifica e recente legge regionale, “di chiaro stampo elettoralistico, perché impedisce all’editoria locale di ottenere modesti contributi, imponendo il requisito minimo di una attività triennale, quand’anche si tratti di ente pubblico o di associazione senza finalità lucrative, come nel nostro caso”, conclude Caputo.
S.V.