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Mulini, risorsa trascurata nel comprensorio di Tursi
Quattro esempi di rara bellezza hanno bisogno di attenzione

Comunicato stampa
(1-2-2006)


TURSI - Che i due mulini bianchi si trovassero nella parte alta del canale Pescogrosso a Tursi lo sapevano tutti.
I ragazzi degli anni '50 ci andavano a fare il bagno, visto che ai piedi di queste costruzioni monolitiche, si erano formate delle anse, che raccoglievano l'acqua del canale e formavano due laghetti. Lorenza Colicigno o le aveva filmate per Rai Educational, mentre svolgeva un programma su Albino Pierro con gli alunni del compianto professore Francesco Liguori.
Gli antichi mulini ad acqua di Tursi sono stati riscoperti e portati all'attenzione di ingegneri, architetti e fotografi da un appassionato della natura e dei luoghi campestri tursitani: Francesco Gallicchio, poeta dialettale ed istruttore di scuola guida. Nel suo girovagare si è imbattuto in queste antiche co­struzioni, ai piedi delle quali le nostre nonne andavano a lavare i panni sporchi nel torrente. Gallicchio ha ripulito la zona dalle erbe e dalle sterpaglie. Ha interessato la Comunità Montana Basso Sinni per degli interventi di rinforzo e i mulini sono tornati al loro antico splendore. Sono costruzioni che per centinaia di anni hanno macinato il grano e prodotto farina.
Un secolo fa i mulini funzionanti erano quattro: due al Pescogrosso, uno sulla strada che porta agli aranceti ed uno in località, Gannano. Circa un mese fa una delegazione di esperti è andata a visitare questi mulini, per fotografarli e tentare di stabilire l'anno di costruzione.
Anche il vescovo, monsignor Francesco Nolé, è rimasto molto ammirato nel vedere i mulini ed il paesag­gio: Rocco Campese, studioso della cultura e delle tradizioni tursitane, ne ha illustrato la storia.
II sindaco, Salvatore Caputo, quando li ha visitati ha pensato che si potrebbe tracciare un ideale percorso naturalistico. A circa un chilometro, risalendo l’antico torrente, si trovano grandi massi di pietra e una vallata con pareti di roccia sedimentaria. Le pietre sono disposte ordinatamente una sull’altra, tanto da sembrare un’antichissima libreria pietrificata. II paesaggio è suggestivo, anche perché abitato da uccelli, rane, lucertole, grilli e tantissimi fiori viola che, con i massi che sembrano trasportati da ciclopi di omerica memoria, danno al paesaggio l'impressione di trovarsi al di fuori del tempo, un Jurassic Park lucano.
Per chi volesse vedere le foto di questi mulini, digitare il sito di Nicola Crispino: http://www.tursi.info/pescogrosso.htm
Chissà se il tam-tam mediatico porterà dalle nostre parti schiere di turisti e appassionati di trekking.
Salvatore Martire