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Commento del consigliere comunale dr. Ragazzo (PD) sulla situazione politica tursitana

Comunicato stampa
(25-2-2008)


L’approssimarsi della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento è generalmente avvertito come un appuntamento di svolta della politica italiana e, per noi del PD, come snodo cruciale e di prova dell’affermazione degli ideali e dei valori del neonato Partito Democratico e del candidato premier Walter Veltroni.
La tornata elettorale e la circostanza fondativa, con il completamento della definizione degli assetti interni, devono significare anche in Basilicata e nelle articolazioni territoriali un consolidamento reale e un rilancio in prospettiva della credibilità e autorevolezza di quanti rappresentano il partito in tutti gli ambiti politici e istituzionali, della trasparenza delle regole stabilite per l’organizzazione ai vari livelli e di applicazione del codice etico, soprattutto verso l’esterno, oltre alla valorizzazione della presenza femminile di consolidata levatura.
Ne consegue, per tutti i militanti, il massimo della onestà di intenti e delle serietà dei propositi, anche quando la dialettica del confronto civile e democratico porta ad esprimere alcune riflessioni e considerazioni politicamente critiche, dopo averlo fatto regolarmente e correttamente nelle sedi opportune, e ripetutamente.
Valutazioni che non possono più essere sottaciute o minimizzate, imponendosi un ripensamento immediato e complessivo di quanto appare come un incipiente processo involutivo in atto nel PD di Tursi, per altro sotto gli occhi di tutti.
La soluzione della recente crisi politico-amministrativa ha rappresentato un arretramento oggettivo del quadro politico di coalizione che pure, e soltanto con quelle modalità, aveva ottenuto la vittoria elettorale del 27 maggio 2007.
La perentoria indicazione dei quattro (su sei) assessori dimissionari, sostenuti da due consiglieri (tra i quali lo scrivente), firmatari di una richiesta immediata di “ridimensionamento della rappresentanza dell’(ex)Udeur in Giunta”, si è di fatto trasformata in una immotivata esclusione degli ex alleati, foriera di conseguenze non tutte prevedibili e comunque di segno non positivo, oltre che oggettivamente destabilizzanti.
Dunque, occorre favorire la ripresa di un dialogo che si traduca presto in un ritrovato accordo politico originario, attualizzato sul piano programmatico ed organigrammatico.
Non si può protrarre oltre l’equivoco di persistenti ambiguità nel PD di Tursi, caratterizzate da confusione doppiezza di comportamenti politici, sfociate nei comprovati voti inquinanti provenienti dal centrodestra (ma non mancano sorprese di apporti dal centro-sinistra).
Un perverso meccanismo che ha causato deprecabili personalismi improntati a protervia, arroganza e contrapposizione, manifestate pure apertamente in Consiglio comunale verso il sindaco, la giunta e la maggioranza di centro-sinistra.
Non si comprende perché nessuno intervenga, a tutto danno del partito nuovo e di coloro che lo rappresentano, sia pure con fatica e sacrifici.
Non può essere sostenuta e diventa inaccettabile la pressione interna al PD, tendente a oscurare la componente già dei DS. Nella stessa deriva di mancata armonizzazione, si inserisce il rinvio del voto per la scelta del segretario cittadino, sia pure con una palese maggioranza, che appare ed è solo cautela capziosa e non certo lungimirante, essendo basato il ragionamento del differimento su presupposti dialettici nulli o poco verificabili, a prescindere dalla nobile causa elettoralistica incombente.
Come pure, non si improvvisa una classe dirigente decentrata e periferica, in pratica semplice anello di un perverso meccanismo cha vanifica il processo di crescita e di maturazione identitaria di ciascuno.
L’illusione che allo stato nascente si possa praticare con successo il metodo del ricercato consenso unanime e ovunque nelle realtà medio piccole, causa danni a volte irreparabili, a livello di rapporti istituzionali, politici e personali.
Proprio questi ultimi, alla fine prevalgono sulle questioni generali e riducono la politica e la militanza ad una selettiva corsa all’accaparramento di privilegi e rendite di comodo.
La vera novità del Partito Democratico è, dunque, cosa diversa in termini di idealità, progettualità e militanza.
Perchè si aspetta ancora ad intervenire e a porre rimedio con serenità, incisività e fermezza?

Salvatore Mario Ragazzo, consigliere comunale del PD